“Il nuovo Santuario assisano nasce come profezia di una società più giusta e solidale…”

Papa Francesco (16 aprile 2017)

ASSISI – NOCERA UMBRA – GUALDO TADINO
Curia vescovile, piazza Vescovado 3 – 06081 Assisi (Pg)
Tel. 075.812483 – Fax: 075.8198805 / 6
E-mail generale: curiadiocesana@diocesiassisi.it
Ufficio stampa: ufficiostampa@diocesiassisi.it
Antonella Porzi 339 2067935
Sito internet: www.diocesiassisi.it
Facebook: Diocesi Assisi-Nocera-Gualdo
Twitter: @AssisiDiocesi

PARROCCHIA SANTA MARIA MAGGIORE
Piazza Vescovado, 06081 Assisi (PG) – Tel. 075.813085
Facebook: Santuario della Spogliazione
Sito internet: www.assisisantuariospogliazione.it

CASA “FRATERNITAS”
(presso la sala S. Gregorio – via Bernardo da Quintavalle)
Casa “Fraternitas” è un luogo speciale dove promuovere lo “stare insieme”, l’essere fratelli soprattutto di chi vive la solitudine e l’indifferenza. In occasione dell’inaugurazione del Santuario della Spogliazione la parrocchia di Santa Maria Maggiore vuole avviare un percorso di accoglienza, condivisione e sostegno per essere davvero, come dice Papa Francesco “una Chiesa in uscita”.

Attività ricreative di accoglienza e condivisione
Tutti giovedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00

Economia alternativa

[…] Venendo a visitare la Sala della Spogliazione, ti chiesi di farmi incontrare soprattutto una rappresentanza di poveri. In quella Sala così eloquente essi erano testimonianza della scandalosa realtà di un mondo ancora tanto segnato dal divario tra lo sterminato numero di indigenti, spesso privi dello stretto necessario, e la minuscola porzione di possidenti che detengono la massima parte della ricchezza e pretendono di determinare i destini dell’umanità. Purtroppo, a duemila anni dall’annuncio del vangelo e dopo otto secoli dalla testimonianza di Francesco, siamo di fronte a un fenomeno di “inequità globale” e di “economia che uccide” (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 52-60).
(Lettera di Papa Francesco – 16 aprile 2017 )
[…] Il gesto di Francesco si presta ad essere letto anche da un punto di vista piuttosto inusuale: quello dell’economia. A prima vista appare un gesto anti-economico: non è tale il buttar via i soldi? Se si guarda bene, esso è piuttosto profezia di una economia alternativa, il cui motore non è l’interesse egoistico, ma l’etica della gratuità, della fraternità, della solidarietà. Questa non esclude l’attenzione a se stessi, ma scongiura la chiusura in se stessi. Non toglie la gioia dell’iniziativa e dello stesso guadagno, ma li sublima nella capacità del dono. Più si è capaci di spogliarsi di sé, più si diventa capaci di investire non solo per sé, ma anche per gli altri. Il risultato è una maggiore gioia per tutti. Una prospettiva da riscoprire con urgenza, in un mondo governato da un’economia che “uccide”, a vantaggio di pochi e a danno di una massa enorme di esseri umani.
Su questo risvolto sociale della “spogliazione” ha insistito papa Francesco nella sua visita del 4 ottobre 2013.
( IL SANTUARIO DELLA SPOGLIAZIONE – Lettera Pastorale)

E dalla singolare protesta “anti-ecomica” del figlio di un commerciante, nascerà una nuova economia, incardinata su “madonna povertà”, principio di una sobrietà solidale, che metterà i figli di Francesco, nei secoli, a fianco dei poveri, persino con istituzioni di tipo bancario come quelle dei Monti di pietà.
(Complici dello Spirito p. 41 )

[…] Il francescanesimo rappresenta, quindi, nella storia dell’economia e della società, un momento di grande importanza e, al tempo stesso, un paradosso: un carisma che ha posto al proprio centro “sorella povertà”, il distacco anche materiale dai beni come segno di perfezione di vita, diventa la prima “scuola” economica dalla quale emergerà il moderno spirito dell’economia di mercato.
(Bruni – Smerilli, Benedetta economia)

[…]La Chiesa riconosce la giusta funzione del profitto, come indicatore del buon andamento
dell’azienda: quando un’azienda produce profitto, ciò significa che i fattori produttivi sono stati adeguatamente impiegati ed i corrispettivi bisogni umani debitamente soddisfatti. Tuttavia, il profitto non è l’unico indice delle condizioni dell’azienda. È possibile che i conti economici siano in ordine ed insieme che gli uomini, che costituiscono il patrimonio più prezioso dell’azienda, siano umiliati e offesi nella loro dignità. Oltre ad essere moralmente inammissibile, ciò non può non avere in prospettiva riflessi negativi anche per l’efficienza economica dell’azienda. Scopo dell’impresa, infatti, non è semplicemente la produzione del profitto, bensì l’esistenza stessa dell’impresa come comunità di uomini che, in diverso modo, perseguono il soddisfacimento dei loro fondamentali bisogni e costituiscono un particolare gruppo al servizio dell’intera società.
Il profitto è un regolatore della vita dell’azienda, ma non è l’unico; ad esso va aggiunta la considerazione di altri fattori umani e morali che, a lungo periodo, sono almeno egualmente essenziali per la vita dell’impresa. […]

(San Giovanni Paolo II, Lettera enciclica CENTESIMUS ANNUS , n. 35)

Close