“LE SPOGLIAZIONI DI FRANCESCO”

“LE SPOGLIAZIONI DI FRANCESCO”

Al centro della catechesi durante l’appuntamento in ricordo dell’apertura del Santuario della Spogliazione

ASSISI 20 febbraio 2018– “Gesù ha preso il cuore di Francesco che si è innamorato del Dio spogliato. Francesco si è innamorato di Gesù che si è fatto scoprire nel lebbroso, a San Damiano e attraverso un percorso esistenziale”. Lo ha detto il vescovo monsignor Domenico Sorrentino al termine della catechesi tenuta da padre Guglielmo Spirito, frate minore conventuale docente presso l’Istituto teologico di Assisi, martedì 20 febbraio presso la Sala della Spogliazione. “Le spogliazioni di Francesco” è stato il tema trattato durante l’appuntamento mensile in ricordo dell’apertura del Santuario della Spogliazione. La catechesi è iniziata con la spiegazione di alcuni elementi simbolici della percezione che gli antichi avevano di ciò che avveniva quando una persona veniva denudata e deponeva le certezze di una vecchia vita. “I padri dei primi secoli – ha detto padre Guglielmo – amavano leggere il capitolo 3 della Genesi. Dopo la caduta viene detto – ha aggiunto – che il Signore vedendo la nudità di Adamo e di Eva fece tuniche di pelle e li vestì prima che le porte dell’Eden fossero chiuse ai nostri progenitori. La lettura che facevano i padri nel IV secolo era la condizione dell’uomo fuori dal Giardino. Un uomo rivestito di pelle morta che sopravvive, ma rivestito di mortalità perché sono pelli di animali morti e la sua pelle naturale che sarebbe molto soffice adesso è diventata una pelliccia dura che gli permette di sopravvivere. Adamo ha perso la semplicità della nudità che aveva originariamente e si è caricato di una natura biologica opaca, pesante, istintiva che gli permette di sopravvivere. Spiegavano la condizione irascibile, decaduta, passionale, vulnerabile, irascibile e fragile dell’uomo per questa sorte di seconda natura che si addossa, una natura animalizzata. Queste tuniche di pelle sono la parte visibile della natura ferita dell’essere fuori dal giardino e non corrisponde con quello che realmente siamo. Poter liberarsi di questa aggiunta sregolata, passionale, mortale per recuperare quella limpidezza, semplicità luminosa che aveva prima della caduta. I padri antichi amavano fare un gioco tra queste tuniche di pelle e una veste di gloria della quale l’uomo originariamente era vestito”. Successivamente padre Guglielmo si è soffermato sul momento di incontro personalizzato sacramentale tra gli eventi della storia della salvezza che avviene nel momento del battesimo e sul gesto della spogliazione di Francesco.

Spunti dalla catechesi di p. Guglielmo Spirito